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24
Mar

Diario di viaggio trasferta febbraio marzo 2017

… sviluppando la campagna lottiamo contro l’esodo della gioventù rurale …

DIARIO di viaggio di Egidio: 17 febbraio, 11 marzo 2017

 

17 febbraio venerdì: volo impeccabile Air France arrivo a Abidjan in serata, ottima accoglienza da parte delle Suore clarettiane.

L’indomani il Prof Michel Bamba si presenta puntuale con il suo vecchio Mitsubischi 200 fuoristrada, assieme a lui M Felix il nostro tecnico apicoltore e M Françis, autista e provetto meccanico.

Il programma prevede una lunga trasferta attraverso tutti i luoghi dove siamo impegnati con il nostro progetto apicoltura da ovest a centro nord, escludendo solo l’estremo est: la regione di Tanda da noi ampiamente visitata nel soggiorno di settembre 2016.

Queste saranno dunque le nostre mete:

Zuénoula- Gofla: Centro. Da me mai visitata: piccola comunità di apicoltori neofiti.

Guéson: Estremo Ovest. Da me mai visitata: piccola comunità di apicoltori neofiti.

Biankouma: Estremo Ovest. Grossa comunità di apicoltori: diverse altre attività in corso.

Dianra: Centro Ovest. Referenti Missionari della Consolata: grossa comunità di apicoltori.

Nambanakaha: Nord: Da me mai visitata: grossa comunità di apicoltori.

Prikro: Centro Est. Nostra sede principale dove sviluppiamo diversi progetti.

Bongouanou: Centro. Da me mai visitata: piccola comunità di sole donne apicoltrici.

Si tratta di un giro di circa 2’000 Km di cui il 30% costituito da pista.

 

Prima di lasciare la grande metropoli, facciamo visita alla Scuola agronomica di Yopougon allo scopo di ottenere dalla direzione la visita-missione di una settimana a Biankouma presso il neo costituito Orto Bio Kodeba di un loro tecnico agronomo, nostra vecchia conoscenza: M Stanislav. Dopo una visita al bellissimo orto della scuola ripartiamo.

sapore di melassa

Arriviamo a Zuénoula in serata; 380 Km. Ad aspettarci alla gare routière un bel giovane dall’aria sveglia. Olivier è simpatico e cordiale, sale sulla nostra macchina e ci conduce al suo villaggio. In effetti Gofla dista altri 25 Km da Zuénoula. La pista di terra rossa che percorriamo appare insolitamente compatta, non polverosa e ancora più sorprendentemente odorosa di uno strano sapore dolciastro. A metà strada ecco una barriera con agenti di sicurezza che ci controllano i documenti; accertata la nostra destinazione, ci danno il benvenuto: La barriera si alza. Siamo all’interno di una vastissima area controllata da un gigante della produzione zuccheriera nazionale: la Sucreivoire. Il terreno è costituito da sterminate piantagioni di canna; in ogni area piante a diverso grado di altezza e sviluppo, quelle mature raggiungono la taglia di un paio di metri e ogni giorno, alle prime luci dell’alba, schiere di lavoratori le tagliano a colpi di machete. Lavoro durissimo. Poi numerosi trattori con rimorchio porteranno tutto questo materiale all’officina di lavorazione che si riconosce da lontano per via delle sue ciminiere fumanti … alla fine della lavorazione il grosso mostro elargirà montagne di zucchero e come prodotti secondari scarti vegetali e melassa. Tutte queste cose ci vengono spiegate con molta passione dal nostro cicerone … La melassa si presenta allo stato liquido molto denso, marrone e rilascia un intenso sapore dolciastro. Se si eccettuano un paio di industrie dei distillati che vengono regolarmente a rifornirsi di questo prodotto per i loro liquori il resto viene spruzzato sulla pista per compattare il terreno al fine di evitare la formazione di polvere … ecco spiegata l’origine del sapore dolciastro che si levava dalla strada.

Per noi di AeM questo rappresenta una grande scoperta … infatti la melassa viene usata in apicoltura per nutrire le api durante i periodi di magra. Roba a lungo ricercata e mai potuta trovare. Finora alle nostre povere api affamate era stato elargito, con molta parsimonia, solo il costosissimo zucchero … Tutte queste valutazioni si incrociano e rimpallano all’interno della nostra auto mentre entriamo nel villaggio di Gofla.

Gofla è costituito quasi esclusivamente da lavoratori della fabbrica e dalle loro famiglie. Al suo interno scuole, chiese e moschea, campi di calcio. Tutto appare molto semplice, pulito e ordinato.

Veniamo accolti dai nostri apicoltori, sono 6 uomini e 4 donne, quasi tutti neofiti, 18 arnie, qualche chilo di miele, tanta voglia di accedere alla nuova materia. Un paio di loro hanno fatto corsi di base a Prikro, due volte un nostro tecnico è passato a Gofla per formazione sul posto. Orgogliosissimi per l’arrivo della nostra delegazione; il giovane Olivier in questo contesto coglie occasione per porgerci un benvenuto di grande spessore: Ci ringrazia per aver tenuto fede alla vecchia promessa per una nostra visita, ci assicura che la nostra presenza costituirà un ponte che si apre fra terra e cielo e che la comunità apistica di Gofla saprà meritare e condividere i frutti del nostro soggiorno nel luogo dell’origine dei loro antenati.

Poi la sera ci riunisce attorno ai piatti preparati con molta cura e dedizione dalle cuoche della comunità … alla fine la delegazione di AeM si separa, ognuno sarà ospite in case diverse. A me tocca quella di una giovane famiglia … la mia stanza è semplice e pulita … vi è perfino un condizionatore d’aria … purtroppo le zanzare imperversano … lotta continua tutta la notte … io ho la peggio … solo al mattino mi accorgo dell’esistenza di una zanzariera nascosta in un angolo sotto un cumulo di masserizie.

All’indomani, domenica, dopo i vari culti, assemblea aperta a tutta la popolazione nei locali della scuola di Gofla; in quell’occasione regalo al gruppo apicoltori un piccolo PC portatile portato da casa.

Presentazione della nostra associazione e di tutta la nostra piattaforma operazionale da parte della nostra delegazione.  Fra i presenti anche notabili e capo villaggio. Lunga discussione e dibattito.

Viene data origine alla nuova associazione locale cui viene imposto il nome:

ASSOCIATION DES APICULTEURS MARAGUE EAU ET MIEL SUISSE.

Da parte mia sta prendendo forma l’idea di un progetto di apicoltura di tre anni che porti formazione professionale di base per 60 uomini e donne, 300 arnie, equipaggiamento specifico e corollari vari … starem a vidé … bisognarà cercà i dané …

Al mattino di buon ora ci presentiamo davanti ai cancelli di Sucreivoire per ricevere una fornitura di melassa. Il gigante quasi non si accorge della formichina che gli sta prudendo i piedi. Veniamo accolti dopo due ore di attesa … altre tre ore per ricevere 600 kg di prodotto su due bidoni da 250 litri. Un mare di timbri e scartoffie. Melassa appiccicaticcia dappertutto. Pausa pranzo presso la cantina dell’azienda. Si riparte.

Per il nostro progetto apicoltura in Costa d’Avorio si tratta di un episodio storico. Finalmente possiamo liberarci dalla dipendenza dello zucchero (costa al doppio che da noi in Europa!). D’ora in avanti potremo nutrire le nostre api con un ottimo prodotto alimentare di scarto ad un prezzo irrisorio: sono felice.

sferragliare di motore

Ripercorriamo a Sud circa 80 km per poi puntare il muso del nostro fuoristrada verso Ovest in direzione di Biankouma … il nostro cavallo comincia ad azzopparsi: due forature con sostituzione di un pneumatico e per finire, il freno posteriore sinistro si impianta … il nostro meccanico Françis si prodiga alla luce dei telefonini e riesce miracolosamente a rattoppare la perdita di olio. Si riparte. Alle 02 di notte dopo circa 400 km giungiamo a Biankouma, estremo Ovest, nella regione delle 18 montagne, la sede della grossa associazione apistica Kodeba, la nostra meta.

Il giorno seguente lunedì mattina il fuoristrada viene lavato al fiume da tutta la melassa che imbrattava il ponte. Dal nostro deposito vengono caricate tavole di legno Denghé, piallate e tagliate a misura per la costruzione di 70 arnie. Si riparte in direzione del villaggio di Guésan a 80 km Sud. Questo villaggio ha aderito da poco al progetto apicoltura e conta venti soci. Finito l’asfalto una pista ci conduce attraverso enormi spazi per lo più incolti, ma l’attività umana ha imposto pure piantagioni, ecco il caffè, il cacao oppure gli alberi contorti dell’anacardo, ecco i filari di teck o dell’albero della gomma … a volte colline leggiadre e ancora intoccate delimitano l’orizzonte, a volte la nostra auto attraversa macchie densissime e sempre più rare della foresta primitiva.

Il villaggio di Guésan è inserito in questo contesto, appare all’improvviso, dietro un angolo della vegetazione, dietro un sipario di umanità … sotto un grande mango un folto gruppo ci aspetta … ci si presenta; possiamo accomodarci attorno a un cerchio di sedie di plastica. Un albero di pompelmi trabocca di frutti … un protocollo di accoglienza di un’ora e ripetute tornate di strette di mano. Dopo cena l’assemblea che sancisce la creazione dell’associazione apistica locale che in questo caso verrà inglobata nella struttura operazionale della Kodeba. Mi viene assegnata una camera presso una casa privata … non c’è zanzariera noto, ma la padrona di casa mi assicura non ci siano zanzare … previsione azzeccata.

ispezione alle arnie

Martedì 21. Il coordinatore dei progetti di AeM Suisse si concede una mezza giornata di riposo sotto un magnifico mango mentre sul cortile assolato si procede al montaggio dimostrativo di alcune arnie e dei loro accessori. Poi il gruppo capitanato dal nostro Felix salta a bordo del fuoristrada per una visita sul campo alle arnie … verso sera colpi di clacson, grida e schiamazzi annunciano il ritorno dei nostri eroi, ancora avvolti nelle loro tute sudate. Sobbalza il veicolo fra le buche della strada, ma loro incuranti sbracciandosi a dismisura dal ponte e gridando a più non posso mostrano a tutta la popolazione del villaggio il nuovo tesoro della loro terra: in mano pezzi di favo fresco grondante di miele.

Mille bambini si accalcano attorno al secchio. Bamba divide i favi in piccole porzioni …  ciascuno riceverà un pezzo, per ciascuno scaturirà una nuova emozione.

È il momento del congedo … avviene una piccola cerimonia. Alla fine di un lungo discorso di apprezzamento per il nostro progetto e di ringraziamento alle persone che lo hanno promosso Bamba e io veniamo investiti di un abito tradizionale: una tonaca di lino con drappeggi in argento e oro: si tratta di un bubu. Io accetto di buon grado il prezioso regalo e prometto lunga collaborazione.

A sera si rientra a Biankouma. Ad attenderci un folto gruppo di apicoltori locali, le donne in abito tradizionale con la faccia dipinta di vari colori ci accolgono con canti e danze. Subito dopo riunione di accoglienza e grandi saluti.

Unico straniero, a me tocca una triste stanzetta d’albergo.

Mercoledì 23 . Di buon mattino visita all’orto della Kodeba. 2 ettari di terreno adagiato su un declivio che porta a un piccolo fiume. Negli scopi della Kodeba perseguire il programma orticolo già implementato a Prikro: Niente sostanze chimiche niente pesticidi. Introduzione della pacciamatura per proteggere la terra dal sole, fertilizzazione verde con la messa a dimora dello spinacio, produzione di composto, produzione di macerati. Un serbatoio di cemento, interrato, di 10 m3 permetterà la produzione di molto macerato ecc ecc … È attesa la visita del tecnico agronomo di Yopougon … nei prossimi mesi arriveranno considerevoli quantità di ortaggi mi assicura il responsabile M Calé  … starem a vidé …

l’isola incantata

Percorrendo ancora alcuni chilometri di prateria arriviamo in un posto straordinario in quanto la pista termina sulle rive del fiume Bafing e in quel luogo una grande isola gli separa le acque in due tronconi. Acque nervose, pulite e un poco scure che si infilano tra le rocce emergenti, coronate di fiori, per poi riunirsi al centro per prender velocità producendo flutti vistosi e leggiadri. L’isola è completamente ricoperta dalla foresta primitiva: alberi possenti che svettano al cielo e folto sottobosco. Un posto risparmiato dalla follia della motosega per via della sua inacessibilità. Questa isola ha un proprietario: M Iba socio fondatore della Kodeba. Egli ci ha coinvolto in quanto vuole introdurre in quel luogo una cinquantina di arnie, abbisogna di una piroga e quant’altro … Iba e io attraversiamo un po’ tra i sassi e un poco a nuoto le acque e quindi ho l’onore di visitare da vicino questo posto meraviglioso. L’idea che tra qualche settimana, qualche mese o qualche anno tutto possa venir distrutto dall’ingordigia umana mi rattrista … i miei piedi nudi si beccano subito un paio di spini …  ritorniamo sui nostri passi anzi sulle nostre onde alla riva dove ci aspettano Bamba e co . Un poco alla volta affiora l’idea di far qualcosa per questo gioiello naturalistico … magari sollecitando le autorità a prendersene carico … magari, magari qualcosa si potrà fare …

le Temple de l’apicolture

Al pomeriggio la visita al nostro Centro multifunzionale per l’apicoltura dell’Ovest della Costa d’Avorio. Si tratta di un edifico di 27 m di lunghezza per 11 di altezza, inserito in un parco di un ettaro. Esso è edificato nella misura del 70% e conterrà: una falegnameria, un deposito per l’apicoltura, una sala conferenze, un laboratorio per la lavorazione del miele, l’abitazione del guardiano, e al piano superiore un ostello con 8-10 stanzette e una camerata per gruppi di ragazzi, una casetta con latrine e docce.

Si prospetta di renderlo operativo, almeno per la parte riguardante: ostello, laboratorio del miele, falegnameria e casa guardiano entro la fine del 2017.

Sabato 25. Il nostro fuoristrada riceve un’ulteriore riparazione: sostituzione della frizione; questo ci ritarda l’orario della nostra partenza verso la nostra prossima meta, Dianra; a circa 250 km di pista. Partiamo alle 14 e verso sera raggiungiamo Séguela, a metà strada. Pernottamento in albergo e all’indomani alle 4 si riparte verso nord, la velocità di crociera è di 30 all’ora. Buchiamo, si riparte, ripariamo il pneumatico … verso sera eccoci a Dianra. In questo luogo dal 2007 siamo presenti con il progetto Apidianra che si è concluso a fine 2016.

Calorosa accoglienza da parte dei Padri missionari della Consolata di Torino. Padre Matteo è un magnifico giovane prete. Con orgoglio mi fa vedere il Dispensario che i Padri hanno costruito in pochissimi anni. Inserito in questo contesto ecco il gabinetto dentistico che il Servizio Dentario Internazionale ha di recente installato (non ancora operativo) grazie alla collaborazione del ticinese dot Paolo Guerra. (già nel 2011 AeM aveva sollecitato l’intervento di SDI in quel luogo). Ricevo una bellissima camera con doccia.

Domenica 26. Incontro con la comunità apistica di Dianra.  Responsabile M Gaston Soro. Raccolgo dati e compilo statistiche. 99 apicoltori, 241 arnie, 2’061 Kg di miele, 150 Kg di cera!! Mi complimento con i ragazzi e nel medesimo tempo analizziamo un’ipotesi di accompagnamento al progetto qualcosa che rinforzi e finalizzi al meglio il risultato ottenuto.

alberi fioriti

È così che prende forma l’idea di estendere anche a Dianra il progetto Alberi fioriti di Prikro.

Assieme al padre agronomo Raphael viene deciso di usufruire di un terreno recintato dei padri e installarvi un vivaio per centinaia di piante fruttifere e mellifere. Inoltre, grazie alla fitta rete di conoscenze dei nostri soci, coinvolgere le comunità cattolica, islamica e protestante, nonché i gruppi di base e le autorità in una azione di sensibilizzazione contro il taglio indiscriminato di alberi e i fuochi selvaggi che stanno avvenendo in questa regione: porta spalancata alla desertificazione del territorio.

Per quanto riguarda l’Apicoltura invitiamo il gruppo a riunirsi in forma ufficiale in associazione riconosciuta dallo stato e di produrre un documento di riconoscimento individuale. Questo per poter trasportare liberamente il miele prodotto senza subire angherie da parte dei militari. Infatti si viene accusati di sottrarre un prodotto alla terra, concezione legata alla rapina di miele eseguita da coloro che arrivavano a bruciare l’albero in cui è installata la colonia per ricavarne il miele, mentre nell’apicoltura razionale, nel pieno rispetto dell’insetto, si ricava il miele lasciando intatta la natura.

I ragazzi si sceglieranno una denominazione per la loro futura associazione ma ci garantiscono sarà un onore e un’opportunità integrarla con il nome di coloro che li hanno aiutati a raggiungere un risultato tanto brillante.

Martedì 28. Si riparte. Puntiamo il muso del nostro fuoristrada verso Nord, una pista di 86 Km e finalmente raggiungiamo la grande traversale Est-Ovest, uno stradone asfaltato dove le sospensioni del nostro cavallo tirano un sospiro di sollievo assieme ai nostri poveri  deretani ammaccati. Raggiunta la città di Korogo che costituisce il punto più settentrionale del nostro periplo ridiscendiamo per 80 km verso Sud-Est percorrendo lo stradone asfaltato che porta a Bouake.

tamburi festosi

Una piccola pista ci accoglie conducendoci dopo una ventina di chilometri di praterie e piantagioni al villaggio di Nambanakaha, la nostra quinta meta.

Sotto un mango poderoso una grande parte del villaggio ci aspetta. Una banda di tamburi e balagon riempie gli spazi di ritmi festosi, il capo villaggio in costume tradizionale. Viene avviato il protocollo di accoglienza … nel frattempo mi faccio portare alcune mele di anacardo, maturissime e sugose, e mentre procedono le varie presentazioni me le sbafo con tanta sudisfasiun…

Da sempre in questo luogo si è fatta apicoltura arborea tradizionale. Le arnie sono cilindri di corteccia d’albero appesi ai rami. Diversi problemi legati a questa pratica: Manutenzione e controllo delle colonie quasi impossibili, necessità di salire sugli alberi e frequenti incidenti e cadute a riguardo, scarsa qualità del miele derivata dalla difficoltà operativa. Da alcuni anni giovani di questo villaggio sono stati invitati a Prikro per i nostri corsi di base e tre volte AeM ha inviato sul posto M Felix per la formazione continua. Convinti della bontà della tecnica moderna che proponiamo, gli apicoltori di Nambanakaha vogliono gradualmente convertirsi all’ apicoltura razionale. AeM li aiuterà in questo processo evolutivo.

sotto le stelle

Ci viene assegnata una casa con diverse stanze. Caldo potente. È subito buio, da una corte vicina un fuoco raccoglie attorno al suo grembo le persone che abitano le casucce prospicienti … un signore si riposa sulla sua sdraio di canne di bambù … mi scorge mentre, seduto sulla mia sedia di plastica, ascolto un po’ di musica dal telefonino … è un attimo, la sedia a sdraio mi viene recapitata da due giovani della casa … niente scuse e discussioni accetto di buon grado e ringrazio con un cenno il mio amico che mi sorride da lontano … così la sera si fa notte e io, al fresco e meravigliosamente posizionato, neanche una zanzara una, mi pappo un cielo meraviglioso con Orione che la fa da padrona, una linguetta di Luna vezzosa e Giove che irrompe con la sua palla gialla. Il triste letto della mia stanzetta afosa stanotte non mi avrà.

L’indomani tornata di lavoro con i nostri apicoltori … parliamo dei nostri temi … grande attenzione .

Anche in questo caso svilupperò un progetto triennale che permetterà a questa brava gente di affrancarsi nella loro professione lavorando in sicurezza e con risultati quantitativi ma soprattutto qualitativi migliori.

400 arnie, corsi per 30 nuovi apicoltori, possibilità di superare l’ esame professionale riconosciuto dallo Stato e di ricevere un documento di identificazione professionale ; questa sarà la nostra offerta.

educazione alla vita

Non mi ricordo più come ci imbattemmo nella problematica delle gravidanze precoci …  successe e basta. Gli effetti del boom demografico erano lampanti: villaggi popolati da vecchi e da tantissimi bambini … gli adulti in città. Non possiamo parlare solo di apicoltura ci dicemmo alcuni anni fa … e i sogni divennero idee che si condensarono in azioni prima tentennanti e poi più sicure e più temprate agli urti della diffidenza, dell’indifferenza, del tanto in questo genere di cose non si può fare nulla …

Così ci inventammo conferenze, tombole con in palio preservativi, scketch tematici all’interno delle scuole. Discutemmo con preti, con imam, con donne velate con ragazzine in minigonna.. Tirammo in ballo dottori reticenti, sage-femme ispirate. Autorità addormentate.

Ora si gode dei primi risultati incoraggianti, delle risposte confortanti che scaturiscono da indagini statistiche condotte nelle scuole …  ecco l’infermiera che testimonia il maggiore utilizzo di prodotti anticoncezionali e che vuole associarsi al progetto, ecco la mamma di famiglia che si mette a disposizione per le conferenze … ecco il papà che si interroga sul pericolo cui è esposta la figlia decenne … ecco il venditore che conferma del maggior consumo di preservativi … ecco i buoni risultati scolastici di un intero liceo a fronte della drastica diminuzione delle gravidanze precoci avvenuta nel suo seno. STOP.

Giovedì 2 marzo. Si riparte verso sud in direzione i Bouaké la seconda città della Costa d’Avorio dopo l’immensa Abidjan. Una visita al grandissimo mercato. Comperiamo vasetti in plastica per la vendita al minuto del nostro miele … si riparte … caldo opprimente … anche il nostro vecchio cavallo ne risente … rilascia una traccia di vapore uscente dal cofano, segno eloquente di stanchezza … lo lasciamo raffreddare e dopo riprendiamo a velocità ridotta …

i vecchi vanno sempre rispettati altrimenti sono guai … Arrivati all’incrocio presso Ouelle puntiamo a nord verso Prikro che raggiungiamo indenni verso le 16.

Felix, Bamba e il suo autista raggiungono le loro case, io vengo ospitato presso il Dispensario delle Suore di Prikro. Al momento della sua costruzione AeM ha fornito una cisterna da 90m3 coronata da una cappellina dedicata a S Antonio, offerta dalla città di Balerna nel 2013 e diversa attrezzatura sanitaria.

Ricevo una camera superba con doccia e piastrelle dappertutto … e pure con la veranda.

10 gradi in meno sarebbe la perfesiun perfetta.

4 marzo sabato. Giornata di lavoro presso il nostro orto-vivaio. Referente M Mathurin.

Una superficie di un ettaro è stata ripulita dai rovi e la terra vangata per produrre ortaggi, inoltre si vuole riuscire a produrre anche in tempo di siccità grazie alla cultura in vaso. In effetti stiamo percorrendo un terreno nuovo e per noi sperimentale. Molti problemi e inciampi di varia natura ritardano il procedere del progetto. È il prezzo che devono pagare i neofiti. (… penso alla condizione iniziale del progetto apicoltura e ritrovo le medesime sensazioni …) La pompa del pozzo è caduta in panne … per due mesi niente acqua … da pochi giorni è riparata.

Con il mio aiuto viene tracciata una stradina che colleghi l’orto alla strada.

Inoltre mettiamo a punto la struttura per la cultura in vaso …

Il vivaio di alberi sta lentamente decollando … un discreto numero di richieste per vari tipi di  piante che verranno evase tra poche settimane quando inizierà la stagione delle piogge.

Una gruppo di contadine collabora al progetto … eccole al lavoro con in mano il loro machete a ripulire le erbacce e a rimpinguare la catasta del composto. Avverto serenità nel loro agire mentre chiacchierano e cantano. La stessa serenità che scaturisce dall’incedere dei nostri due buoi: Cip e Ciop … i quali mansueti tirano il loro carro nuovo di zecca … con loro porteremo la segatura della nostra falegnameria all’orto per fare composto e pacciamatura … e poi porteremo acqua e prodotti della terra e un mare di sogni e magari anche un forte segno di tregua al correre assoluto e alla follia del tutto e in fretta …

Il sole non da tregua, la mia candida schiena si becca una scottatura da Guinnes …

Tuttavia ora è il momento di fare un salto di qualità: L’orto – vivaio ha raggiunto un discreto livello di equipaggiamento e di conoscenze specifiche … ora lentamente a tutto questo si dovrà associare il concetto di formazione professionale rivolto alla gioventù … a suivre …

Domenica 5 marzo. Con il fuoristrada di Bamba  eccoci di nuovo in moto per raggiungere il villaggio di Oussadougou a 35Km. La comunità locale da tempo ha fatto richiesta di una cisterna per ridurre il problema acuto della penuria d’acqua. Ci accoglie mentre sta celebrando Messa padre Graziano della congregazione PIME; un veneto di Scorzé località vicina a Treviso la città della mia infanzia.

Veniamo presentati davanti alla chiesa gremita di fedeli.

Subito dopo su un luogo concordato tra la chiesa e il nuovo presbiterio tracciamo sulla terra rossa un cerchio di 8 metri dove verrà praticato uno scavo di 4 metri di profondità. Queste saranno le considerevoli misure della futura cisterna: 150’000 litri di acqua piovana a disposizione di tutta la popolazione locale.

Questo progetto verrà affrontato nel 2018. Ma da subito una decina di giovani di Ouassadougou aderiranno al nostro progetto apicoltura.

Padre Graziano mi confida la necessità di dotare la sua falegnameria di una pialla a filo e a spessore … quando tornerò a casa cercherò fra i vari falegnami se riuscirò a recuperarne una … l’ideale sarebbe una macchina di trent’anni fa … un oggetto semplice senza elettronica. … chissà?

Lunedì 6 e Martedì 7, varie tornate di controllo contabile con Suor Soledade la nuova suora brasiliana che ha sostituito Suor Adelaide.

Mercoledì 8, si riparte in direzione di Abidjan, a metà strada ci fermiamo a Bongouanou dove Madame Rosine da alcuni anni ha una piccola cellula apistica declinata al femminile: due donne, 6 arnie, qualche chilo di miele. Il contesto ambientale è ottimo, quest’anno dovrebbe scaturire il primo abbondante raccolto. Verrà valutato come accompagnare questo piccolo nucleo.

In serata eccoci a Deutre avamposto nord della megalopoli. Mi separo dai mie amici. Bamba e Mathurin pernotteranno a Yopougon. Io salto su un taxi e dopo un’ora di traffico eccomi alla missione delle Suore di Abidjan, il punto di partenza del mio viaggio.

basta fuochi

Giovedì 9, Mathurin in trasferta verso Biankouma per un corso di orticoltura e vivaistica.

Io ad Abidjan tra i grattacieli del Plateau, davanti a una bella birretta, incontro nuovamente Bamba e il comandante di Eau et Fôret l’ente preposto alla difesa della natura e della foresta. Alan Affessi è una persona molto simpatica e genuina in netto contrasto con attitudini farcite di opportunismo e di burocratismo in gran voga presso i funzionari statali; è felice di incontrarmi. È felice di rievocare assieme a Bamba il percorso della nostra recentissima campagna: La lotta contro i Feux de Brousse. In questo contesto a Prikro ricevemmo il completo appoggio della Eau et Fôret locale la quale mise a disposizione tutto il suo organico per dare incisività alla nostra azione divulgativa sviluppando anche dimostrazioni pratiche per creare barriere naturali all’estendersi dei fuochi. Ed ecco i risultati: una netta diminuzione dei fuochi selvaggi in tutto il distretto e una persona colta in fragrante nell’atto di accendere sterpaglie arrestata e ancor oggi in gattabuia. Quest’ultimo un fatto storico dal grande contenuto simbolico, ora si parla con più incisività di lotta ai Feux, il messaggio ha superato i confini del distretto locale espandendosi come una bella torta lievitata. Gli apicoltori locali sono contenti, la foresta quest’anno ringrazia: si sta annunciando un raccolto da primato. Ma non basta. Alan si dice fiero di collaborare con una ONG come Eau et Miel e immagina di poter fare in futuro delle azioni dimostrative di rimboschimento. Io mi dichiaro d’accordo e propongo di consolidare quanto fatto finora: La festa dell’albero all’inizio della stagione delle piogge e la campagna Feux de Brusse all’inizio della stagione secca.

Venerdì 10 ultimo giorno. Visita alla nostra Ambasciata … appuntamento con una vecchia conoscenza: Marino Cuenad consigliere d’Ambasciata, mezz ticines … La richiesta di sponsorizzazione per la cisterna del villaggio di Gbangbo n’Dakro viene accettata in toto quindi si passa al caffè … Marino è contento di abitare a Abidjan, il suo bimbetto Philippe ora ha un anno … il lavorare in Ambasciata gli da l’opportunità di avvicinare tanta gente, tanti connazionali di vivere tante situazioni. Vorrebbe fare una trasferta nei nostri luoghi operativi … forse ce la farà. Il giovane uomo mi congeda con un sorriso.

passi veloci

Dorcas ha sedici anni ma ne dimostra meno … timidissima e riservata la conosco da diversi anni … il tempo della nostra collaborazione di partenariato. Lucia abita a Berna ha settant’anni … da anni si è presa a cuore Dorcas e la sua famiglia. Suor Cristine organizza in modo oculato l’aiuto … AeM ha stabilito i contatti. Io ogni tanto invito Dorcas sotto la mia veranda infocata per sapere come và  … come procedono gli studi … cosa vorrebbe fare da grande … – La levatrice mi dice. – mi complimento per questa scelta coraggiosa … di quanto importante sia per la società disporre di brave levatrici … Le faccio una foto, su un quaderno scrive un veloce saluto a Lucia, le lascio un soldino, mi lascia con un impercettibile saluto richiudendo delicatamente il cancello.

Il sole sta tramontando in frettissima … le mie valigie sono pronte, in una, 20 kg di oro giallo stanno per prendere strada per l’Europa … c’è un bel problema in quanto non sono riuscito ad ottenere il certificato fito sanitario del miele …

Speriamo non mi facciano storie al check-in … sperem … tra poco si va.       egidio

 

www.acquaemiele.ch

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